Francesca Gaffuri

Francesca GaffuriNasce a Brescia nel 1967.

Diplomata in lingue, nel 1990 inizia a collaborare con diverse riviste occupandosi di moda, spettacolo, cultura, attualità ed enogastronomia.

Nel 1994 crea una società di servizi per la comunicazione.

Nel 1995 si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Dal 1999 al 2001 in Umbria collabora con il Corriere dell’Umbria e con la società BBJ Bruxelles Italia che opera su incarico della CEE.

Oggi continua a occuparsi di comunicazione.

La mia passione, il mio lavoro

Oggi il mio lavoro, che è soprattutto una vocazione trasformata in lavoro, consiste nel creare ogni giorno, una nuova dimensione di comunicazione aperta..open…, dedicata a tutti coloro che cercano le parole giuste e a volte non le trovano. L’obiettivo che mi sono posta nella vita e che propongo alle persone con cui entro in contatto è sapientemente racchiuso in una brevissima parola giapponese “WA” che esprime il concetto di ARMONIA.
Una comunicazione basata su scambio e collaborazione, su parole pronunciate e soprattutto scritte, su messaggi studiati e creati ad hoc che aspirano ad entrare nei luoghi del cuore e della memoria.

Vi racconto la mia storia

Sono nata a Brescia il 24 dicembre del 1967 e dopo una tranquilla carriera scolastica ho deciso che l’avvocatura sarebbe stata la strada giusta per affermarmi nella società: quanto è divertente e talvolta fuorviante l’entusiasmo dei 18 anni con la sua voglia di cambiare il mondo, possibilmente in meglio.

Parma

Così ho lasciato la mia città, carica di progetti e di aspettative, per frequentare la facoltà di giurisprudenza nella più goliardica Parma, città di tradizione universitaria vocata all’accoglienza, dove trovare una propria dimensione è naturale…immediato. Ed immediata è stata la rivelazione di quanto non mi sentissi pronta per cambiare il mondo, per lo meno non in un’aula di tribunale e che avevo tante cose da dire, o meglio da raccontare, ma non come avvocato.

Milano

Dalla tranquilla provincia parmense mi sono catapultata nell’impersonale frenesia milanese ma anche l’esperienza formativa dell’università statale non ha fatto che evidenziare la mia insofferenza per leggi, commi e cavilli. Restavo sempre una sognatrice, per fortuna, circondata da libri, che non trattavano mai argomenti legali.
Intanto mi dividevo fra liceali annoiati ai quali impartivo lezioni pomeridiane, cercando di trasmettere loro la mia passione per la lingua italiana e le prime collaborazioni con alcune riviste e con il quotidiano di Brescia, dove nel frattempo ero tornata a vivere. Un incontro risolutivo, durante un’intervista, alla fine del 1993, mi ha portato nel gennaio dell’anno successivo a scegliere, senza più indugi, la professione giornalistica.

Prima è nata VOG, società di servizi nel campo della comunicazione e nel 1995 è arrivata l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, concretizzando sogni e anni di lavoro, non facili, anzi molto tormentati.
Il successo che ho ottenuto il giorno in cui mi hanno comunicato l’ammissione e l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti è stato innanzitutto, per me stessa, la dimostrazione che è indispensabile credere in ciò che si vuole e che si sceglie di fare della propria vita.

La verità che custodiamo dentro di noi è l’unica voce in grado d’indicarci la direzione giusta da seguire e quella sbagliata da abbandonare. Se una passione è così profonda e radicata da desiderare che diventi il lavoro di tutti i giorni, allora davvero tutti i giorni, sabato e domenica e notti intere, non hanno alcun peso perché ciò che facciamo ci ripaga, ci arricchisce e ci fa crescere nel tempo.

L’Umbria

Quando mi sono trasferita a vivere in Umbria, nel 1998, la voglia di “comunicare” si è trasferita con me e si è riproposta ancora una volta l’opportunità di fare importanti esperienze giornalistiche: con il Corriere dell’Umbria e con la società BBJ Bruxelles Italia che opera per la Comunità Europea con l’incarico di sviluppare e gestire iniziative dedicate ai giovani che risiedono nei paese della CEE. Come spesso mi capita, l’interesse anche in questo lavoro è andato oltre il piano professionale. Ho vissuto con coinvolgimento il contatto con nuove espressioni culturali, talmente stimolanti da infondermi la voglia di cercare sempre qualcosa e qualcuno….oltre i miei confini mentali e spirituali che sento ogni giorno bisognosi di espandersi.

Concluso il periodo umbro, ho provato, senza successo, a confrontarmi con altre “forme” di lavoro, una in particolare legata da tre generazioni alla mia famiglia, mentre ormai da anni continuavo a mettermi in discussione come donna e come professionista; semplicemente il desiderio di scrivere è tornato nella mia vita con una forza che non sono in grado di sradicare. Quindi perché non farlo?

Milano e oltre

Ed ho messo tutto nuovamente in discussione.
Per amore della “comunicazione” il 23 dicembre 2005 ho lasciato la società di famiglia e poco tempo dopo, per amore dell’amore, ho lasciato nuovamente Brescia e mi sono trasferita in un piccolo paese nel parco del Ticino, ma anche questo è solo un passaggio.
Ora mi ricarico ogni mattina “ascoltando” il silenzio e respirando la pace e la purezza delle colline marchigiane vicine al mare.
Forse sto iniziando a comprendere che la mia vita è in continua evoluzione e trasformazione, perché, dentro e fuori, sono alla ricerca di ogni forma di espressione che riesca a liberarmi l’anima, come l’amore per la scrittura.

In questa nuova dimensione ho scoperto il significato di “relazione”.
Ho iniziato ad ascoltare ed a raccontare, a comprendere che altri, come me, hanno qualcosa da dire ed ho ricominciato a scrivere penetrando nel senso della comunicazione ….sempre più profondamente.